Attività antibatterica

Attività antibatterica di vari mieli contro gli agenti patogeni

Background: lʼinteresse verso i mieli per scopi terapeutici, compreso il trattamento delle ferite infette, ha spinto gli studiosi ad effettuare ulteriori ricerche sulla scoperta di nuovi mieli con attività antibatteriche. In questo studio abbiamo analizzato lʼattività antibatterica di tre tipi di mieli prodotti localmente e li abbiamo confrontati con 3 mieli terapeutici commercializzati, compresi il Medihoney® e il miele di manuka.

Metodi: è stato utilizzato metodo dell’agar diluizione per analizzare lʼattività del miele contro 13 batteri e un lievito. I mieli sono stati esaminati su 5 concentrazioni che variavano dallo 0,1% al 20%.
Risultati: 12 dei 13 batteri sono stati inibiti da tutti i mieli presi qui in esame ad esclusione del lievito Candida albicans e del Serratia marcescens. Poca se non nulla è stata lʼattività antibatterica in mieli che presentavano una concentrazione al di sotto dellʼ1% per unʼinibizione minima del 5%. Nessun miele è stato capace di inibire completamente la proliferazione batterica. Nonostante miele di manuka e il miele Medihoney® sono stati quelli che presentavano maggiore attività antibatterica rispetto agli altri presi in esame, i mieli prodotti localmente presentavano la stessa azione inibitoria per alcuni (ma non tutti) i batteri.
Conclusioni: anche i mieli che non sono commercializzati possono avere la stessa carica antibatterica. Queste nuove tipologie di mieli possono rappresentare una valida risorsa per i mieli terapeutici in futuro.

Introduzione

Lʼuso crescente delle cure alternative ha influito sullo sviluppo delle cure tradizionali. Uno dei trattamenti che ha ricevuto maggiore considerazione è il miele, con la sua lunga tradizione dʼuso in svariati settori medici. Oltre ad essere molto conosciuto per usi terapeutici e come un agente di conservazione alimentare, il miele è molto più apprezzato per i suoi benefici contro le ferite. Il miele mantiene un ambiente umido che promuove la guarigione delle ferite e la sua alta viscosità aiuta a creare una barriera protettiva contro lʼinsorgere di infezioni. Inoltre, la leggera acidità e il basso livello di perossido di idrogeno rilasciato contribuiscono alla rigenerazione dei tessuti e a potenziare lʼattività antibatterica del miele.

In Australia sono presenti due mieli, il Medihoney® (Capillano, Australia) e di manuka (di vari marchi) venduti come terapeutici contro ulcere, ferite infette e scottature. Infatti, la maggior parte delle ricerche in questo settore sono state eseguite usando sia il Medihoney® che vari mieli di manuka. Entrambi queste categorie di miele sono derivanti dal Leptospermum scoparium ed è per questo che le loro caratteristiche sono molto simili. Le precedenti ricerche hanno dimostrato che questi mieli possiedono unʼattività antibatterica specifica dovuta a un meccanismo perossido non-idrogeno – il cosiddetto Unique Manuka Factor (UMF). Tuttavia, la differenza nella concentrazione inibitoria minima per lʼattività antibatterica tra i mieli con UMF ed altri mieli è molto bassa (<5%), ma rimane comunque poco chiaro a livello clinico di analisi. Ciò che è stato dimostrato e confermato in varie prove e varie analisi è sicuramente lʼefficacia dei mieli per il trattamento e la cura di ferite. Sono continue le ricerche verso altre tipologie di mieli che possiedono caratteristiche simili. I vantaggi di questi nuovi mieli sono: alti livelli di carica antibatterica, produzione locale (facile e maggiore reperibilità), una più accurata selezione dellʼattività contro batteri pericolosi. In questo studio è stata analizzata lʼattività di 3 mieli locali contro una vasta gamma di batteri nocivi, compresi quelli presenti in ferite infette, confrontando questi mieli con altri 3 in commercio.

Discussione

In questo studio è stato dimostrato che sia i mieli locali che quelli commercializzati possiedono unʼattività antibatterica. I dati riportato mostrano come tutti i mieli sottoposti a test svolgono tale attività a partire da una concentrazione del 5%; tuttavia, lʼattività inibitoria maggiore si è manifestata con una concentrazione del 20%. La crescita di solo due organismi (S. marcescens e C.albicans) non è stata inibita dai mieli. Anche se i nostri dati sono in accordo con quelli di altri report che dimostrano lʼattività antibatterica del miele di manuka, abbiamo anche dimostrato la presenza di tale attività in altre tipologie di mieli contro alcuni (ma non tutti) i batteri. I batteri che si dimostrati più sensibili al Medihoney® e al miele di manuka sono lʼ A. faecalis, lʼ E. aerogenes e lʼ S. aureus. Anche se lʼattività antibatterica è stata osservata per molti mieli con concentrazione pari allʼ1%, il livello inibitorio era basso ed è poco chiaro se lʼattività a tale concentrazione sia significativo a livello clinico. Allo stesso modo, il basso livello inibitorio del K. pneumoniae indica che il miele non sarebbe efficace per il controllo della crescita di questo microrganismo. Tuttavia, è abbastanza chiaro che a concentrazioni di 10 e 20%, in relazione al tipo di miele e al tipo di batterio, esiste una notevole attività inibitoria di crescita batterica.
La scarsa attività, invece, contro il batterio S. aureus è stata inaspettata, siccome precedenti studi hanno dimostrato unʼattività eccellente dei mieli di manuka contro questo batterio.
In questo studio è stato utilizzato un metodo dellʼagar diluzione per analizzare lʼattività antibatterica, rispetto ad altri metodi usati tradizionalmente. Nel metodo dellʼagar diluzione il batterio entra subito in contatto con tutte le componenti del miele. Questo metodo è stato utilizzato anche per esaminare lʼattività del miele nel trattamento delle ferite attraverso bendaggi applicati direttamente sulla ferita infetta.
Sono necessarie ulteriori ricerche per valutare la relazione tra lʼattività antibatterica in vitro e in vivo.