Effetto antibatterico del miele

L’effetto antibatterico del miele di Manuka Australiano Berringa
Dr Amanda J Tonks

Le proprietà terapeutiche del miele sono state da anni al centro di analisi ed è stato usato da varie e molteplici popolazioni in varie parti del mondo. Sono state molte le proprietà del miele riportate e supportate a livello scientifico in letteratura, comprese le attività antimicrobiche e di sostegno immunitario. L’attività antibatterica del miele è molto caratteristica e sono stati eseguiti test per isolare le componenti alla base di questa attività, sia in vitro che in vivo.

Molti studi eseguiti in vitro hanno permesso di risalire all’attività antimicrobica da varie risorse. Molti mieli hanno dimostrato di inibire la crescita di alcuni batteri, come il Pseudomonas aeruginosa (Mullai & Menon 2007) e l’ Helicobacter pylori (Ali et al.1991), compresi quelli antibiotico resistenti, come MRSA (Maeda et al. 2008) (Cooper, Molan, & Harding 1999). Un’osservazione è stata fatta sui diversi comportamenti dei vari tipi di miele, che dipendono dalla tipologia di batteri e microbi e il tipo di miele. In generale, la maggior parte degli studi eseguiti in vitro hanno identificato nei campioni di miele un’alta carica antifungale e antibatterica. Le proprietà fisico-chimiche del miele ne fanno un naturale inibitore della crescita di molti microrganismi, la maggior parte associati alla bassa percentuale di molecole di acqua e il suo basso valore di acidità PH, in genere al di sotto del PH4. Inoltre, sono stati identificati molte componenti / molecole caratterizzate da un’attività antimicrobica diretta, come i flavonoidi e componenti fenoliche. I flavonoidi sono una classe di molecole presenti in piante fotosintetizzanti, nel miele e nella propoli (Yao et al. 2004). E’ stato dimostrato come le molecole di flavonoidi inibiscano la crescita di una vasta gamma di batteri, compreso il MRSA, E.coli, Salmonella sp, Klebsiella sp e Enterobacter sp.

Ne sono stati analizzati i meccanismi di azione che vanno dall’attività inibitoria di sintesi degli acidi nucleici e del metabolismo energetico all’attività inibitoria delle membrane che dipendono dalla struttura molecolare dei flavonoidi; tuttavia, rimane ancora poco chiaro se si tratta di un’attività battericida o batteriostatica (Cushnie & Lamb 2005). Le componenti fenoliche sono state anche isolate dal miele (Dimitrova, Gevrenova, & Anklam 2007;Wahdan 1998). L’attività antibatterica di queste componenti fenoliche è stata apprezzata per molti anni; comunemente presenti in molte soluzioni antisettiche, queste componenti possiedono proprietà antibatteriche e agiscono da inibitori della crescita microbica attraverso l’interruzione delle funzioni delle membrane cellulari. La presenza di glucosio ossidasi è ben documentato: questi enzimi generano perossido di idrogeno che bloccano la crescita microbica. Il miele di Manuka è stato per molti anni associato con un’attività antibatterica non-perossida conosciuta come UMF (Unique Manuka Factor) (Allen, Molan, & Reid 1991). La ricerca di questo fattore elusivo sembra concludersi con l’isolamento recente di una sostanza nel miele di manuka che genera l’attività antibatterica non-perossida (Adams et al. 2008). Il componente attivo si è rivelato essere il metilgliossale, con livelli in correlazione con l’UMF o l’attività antibatterica non-perossidale (Mavric et al. 2008). MG è una sostanza naturale sintetizzata da piante verdi fotosintetizzanti. La produzione di questa sostanza e dei suoi metaboliti è influenzata dalle condizioni ambientali, come salinità, siccità e temperature fredde (Adams et al. 2008) e anche da vie enzimatiche gliossali regolatorie e disintossicanti (Yadav et al. 2008). I livelli
di MG possono essere significativamente influenzati dagli ambienti in cui le piante crescono (Yadav et al. 2005).

Il miele di Manuka Australiano Berringa è prodotto da una risorsa floreale simile a quella del manuka; la pianta Leptospermum polygalifolium cresce spontanea dalla costa a sud nel New South Wales a Cape York a nord di Queensland. Questa varietà di miele (chiamato in passato miele Jellybush) possiede attività antimicrobiche e immuno-stimolatorie (Lusby et al. 2005; Tonks et al. 2003). Recenti indagini di laboratorio hanno dimostrato che il miele di Berringa possiede una vasta gamma di attività antimicrobiche che dipendono dalle regioni in cui viene raccolto e variano per la loro attività di perossido non idrogeno. Un aspetto più interessante è rappresentato dai livelli di MG presente in campioni di miele Berringa, che sono risultati equivalenti o maggiori rispetto al miele di manuka prima descritto (Mavric et al. 2008). Anche se tutti i mieli non sono prodotti allo stesso modo in termini di attività antimicrobica, l’alta carica antibatterica e i livelli di MG analizzati in alcuni mieli Berringa dimostrano la loro efficacia come agente antibatterico.