Il metilgliossale

Identificazione e quantificazione del metilgliossale come principale componente antibatterica dei mieli di Manuka (Leptospermum scoparium)
provenienti dalla Nuova Zelanda

Discussione

Il fatto che il miele proveniente dallʼalbero di Manuka (Leptospermum scoparium) abbia livelli molto alti di carica antibatterica rispetto ad altre tipologie di mieli è stato dimostrato da vari studi e autori. Questa attività antibatterica non può essere spiegata semplicemente dalla presenza dellʼenzima glucosio ossidasi, contenuto nel miele prodotto dalle api e che generano perossido di idrogeno nel momento in cui il miele viene diluito. Questo contributo aggiuntivo allʼattività antibatterica era riferito allʼ“attività non-perossida” o “UMF”, e sono stati eseguiti vari test per identificare le componenti alla base di tale attività. Studi fenomenologici preliminari hanno dimostrato che le componenti sono stabili alla luce e al calore, e non subiscono influenze nel momento in cui il PH viene alterato ai valori di 11 durante le procedure di frazionamento. Sono stati identificati molti acidi fenolici antibatterici come lʼacido caffeico e lʼacido ferulico, lʼacido siringico e lʼacido metilsiringico, flavonoidi come la quercetina, isoramnetina e luteolina.

La concentrazione nel miele di queste tre componenti non erano sufficienti per spiegare lʼattività antibatterica. Tuttavia, un brevetto pubblicato di recente descrive i metodi per la preparazione del miele con UMF e metodi per la preparazione dellʼUMF contenente frazioni di miele senza unʼanalisi profonda dei contenuti chimici. Sulla base dei nostri risultati, abbiamo dimostrato per la prima volta e senza alcuna ambiguità che lʼMGO è direttamente responsabile dellʼattività antibatterica del miele di Manuka. Eʼ importante sottolineare che questi alti livelli di MGO, che non è stato mai individuato in altri cibi. Piccole forme enzimatiche di GO e MGO sono state individuate in cibi fermentati come quelli a base di latte, vino e birra, con una concentrazione che va dai 3 agli 11 mg/kg. Oggi possono essere fatte solo delle ipotesi sullʼorigine dellʼMGO presente nel miele di Manuka. Si può escludere una formazione non enzimatica via retro-adolizzazione durante reazioni di caramellizzazione o di calore o con reazione di Maillard, siccome sono state riportate scarse quantità di HMF. LʼHMF è un indicatore sensibile per trattamenti di calore. LʼMGO è conosciuto come un sottoprodotto dellʼaumento di glicolisi in batteri; inoltre, uno studio recente ha saputo quantificare per la prima volta i livelli di MGO tra i 30 e i 75 u M in varie specie di piante e il loro aumento a seconda della salinità, siccità e sbalzi di temperatura. Anche se questo aspetto rimane fondamentale da un punto di vista botanico, cʼè ancora molto da chiarire, come ad esempio lʼesistenza di un collegamento tra il trattamento delle ferite e lʼMGO, attraverso lʼapplicazione di una preparazione farmaceutica di mieli australiani derivanti dal Leptospermum. Un campione di bendaggi antibatterici per uso topico per il trattamento delle ferite aveva come concentrazione 312mg/kg di MGO. Questa concentrazione dovrebbe essere sufficiente per unʼazione antibatterica sulle ferite.
In conclusione, da un punto di vista nutrizionale, lʼassunzione e assimilazione di MGO e delle sue altre componenti devono essere dedicate a parte in altri studi. LʼMGO e le componenti di glicazione generate dalla reazione di MGO con catene di amino acidi di lisina or arginina sono state analizzate in vivo e sono state associate a complicanze in patologie neurodegenerative e il diabete, anche se il ruolo di queste componenti nella patogenesi in varie patologie non è stato approfondito. Sono ancora rare ed ambigue informazioni riguardo a una tossicità provocata dallʼMGO e a unʼefficacia anti-tumorale dello stesso. Queste argomentazioni saranno approfondite in altri studi e ricerche.
In conclusione, questʼanalisi ha voluto dimostrare e certificare la presenza di MGO nel miele di Manuka proveniente dalla Nuova Zelanda (L. scoparium). LʼMGO è stato identificato come una componente bioattiva allʼorigine dellʼattività antibatterica delle campionature di miele prese in esame. Gli studi sui processi di formazione biochimica dellʼMGO nelle piante di Manuka e miele sono oggetto di studio presso i nostri laboratori.