Un messaggio dal Regno Unito: smettetela di esportare “schifezze”

Una grande ditta di miele di manuka è stata costretta a buttare 40.000 etichette con diciture illegali, che dichiaravano la presenza di benefici del miele di manuka della Nuova Zelanda venduto in tutto il Regno Unito.

Lotti di miele provenienti dalla Nuova Zelanda e confezionati dalla Littleover Apiaries per il mercato inglese sono stati sottoposti a test clinici da parte della UK Food e Environment Research Agency nel mese di ottobre del 2011. I test hanno dimostrato la mancanza di attività non-perossido – lʼunica attività antibatterica che rende il miele di manuka così speciale – in un barattolo di miele di manuka Littleover di 15+.

Tony Spacey, Presidente e amministratore delegato del Gruppo Littleover in Derby, non ha accettato i risultati ottenuto dai test, che sono stati invece eseguiti correttamente e con risultati comprovanti le qualità del miele da laboratori in Nuova Zelanda e nel Regno Unito, confermando le diciture espresse nelle etichette dei prodotti.

La maggior parte dei mieli di bassa qualità che arriva nel mercato britannico viene confezionato in Nuova Zelanda e venduto da Nuovi Zelandesi, ha affermato. “Chiedo, quindi, ai Nuovi Zelandesi di smetterla di esportare schifezze”.

Questo mese, la ditta Littleover è stata costretta dalle autorità a distruggere 40.000 etichette che affermano che “il miele è utilizzato da anni per i suoi benefici salutari”. Spacey ha dichiarato che queste misure hanno comportato alla ditta dei costi di decine di migliaia di sterline.

Inoltre, è stato identificato un altro esportatore di miele di manuka dalla Nuova Zelanda alla UK Trading Standard sempre per questioni di diciture false e “fuorvianti”, altre due imprese di grandi dimensioni sono state sospettate dello stesso.

Spacey ha dichiarato che la quantità di prodotti etichettati e venduti come mieli di manuka nel mondo è maggiore rispetto alla quantità realmente prodotta in Nuova Zelanda.

“Dovremmo demolire Auckland e Wellington e piantarci degli alberi di manuka, aumentare il numero di api del 400% e non avremmo ancora tutta la quantità di miele che viene invece commercializzata attualmente nel mondo con etichette “miele di manuka della Nuova Zelanda”.